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Germania: detenuto evade dal carcere spedendosi in un pacco postale

23 aprile 2010

l'articolo originale

Mitico! Come nel più figo ed incredibile dei telefilm! Neanche Lupin III è stato capace di tanto! 🙂

Mi immagino la scena: il detenuto, rinchiuso nella sua cella, convoca il secondino per chiedergli il permesso di spedire un pacchettino con un regalo per la zia malata. Il permesso gli viene accordato e il secondino lascia un appunto per le altre guardie di turno: “passerà il corriere a prendere un pacchetto nella cella di Bayrak”. Il mattino dopo passa UPS a prendere il pacchetto, la guardia di turno va alla cella per farsi consegnare il pacco. “Bayrak!… sono venuti a ritirare il tuo pacco!…”. La cella è vuota. Al centro un “pacchettino” di mezzo metro e alto un metro. “Sarà stato convocato dal direttore” pensa la guardia. “Però, il regalino! Peserà 80 kili!!…”. Prende il carrellino e aiuta il conducente di UPS a caricare il pacco. Neanche un dubbio. Un pacco di 80 kili grande più di un metro ed è tutto tranquillo… mah!

Dal Corriere della Sera del 19/11/2008. Si scarica qui.

Ysar Bayrak, spacciatore di droga, si è infilato in un grosso scatolone ed è scappato dalla prigione di Willich

BERLINO (GERMANIA) – Una fuga degna di Edmond Dantes. O forse della banda Bassotti. Ma se il protagonista del romanzo di Dumas si chiudeva in un sacco per cadaveri e si faceva buttare in mare, un detenuto di un carcere tedesco ha pensato che le poste teutoniche fossero un mezzo più efficiente e per fuggire dalla prigione di Willich si è letteralmente spedito.
Il detenuto infatti si è infilato in un grosso pacco con tanto di mittente e destinatario. Lo scatolone è stato caricato insieme al resto della corrispondenza su un autocarro e così Ysar Bayrak, un trentasettenne spacciatore di droga che doveva scontare ancora tre anni, ha lasciato il complesso situato nel land del Nordreno-Westfalia.

LA FUGA – Il quotidiano tedesco «Bild» riferisce che dopo aver percorso un buon tratto di autostrada il conducente si è accorto dallo specchietto retrovisore che il telone di fondo dell’automezzo svolazzava liberamente. Ha accostato per fissarlo e si è accorto che sul pianale di carico c’era un grosso pacco di cartone aperto e vuoto. Avvertita immediatamente per telefono, la direzione del carcere ha fatto l’appello e ha scoperto che Bayrak era diventato uccel di bosco. La fuga del detenuto è stata favorita dal fatto che nel carcere di Willich, una struttura costruita oltre un secolo fa, manca l’abituale detector a raggi infrarossi, in grado di segnalare anche i battiti cardiaci di persone nascoste nei carichi in uscita. Con un certo spirito di rassegnazione la direttrice dell’istituto di pena, Beate Peters, ha spiegato che si sta indagando se il fuggiasco sia stato aiutato da alcuni complici, anche se ha dovuto ammettere che «i detenuti non sono purtroppo molto loquaci».

Sarà un maledetto spacciatore, ma ad ogni modo complimenti sinceri!… 😛

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