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Non si può dire “maiale” a chi rutta. La Cassazione multa un contadino

6 maggio 2010

l'articolo originale

Ferrara, la città in cui vivo e sono nato, è sempre stata una città tranquilla. Certo ha i suoi problemi, non ha nessuno “slancio”, manca il lavoro, è imprenditorialmente arretrata, però è sicuramente bellissima, “vivibile” e a misura d’uomo.

A conferma della tranquillità della zona oggi pubblico una delle notizie locali, destinata a smuovere l’opinione pubblica ferrarese e a cambiarla nelle sue più intime e radicate tradizioni.

Da “La nuova Ferrara” del 27 Aprile 2010. Articolo raggiungibile da qui.

FERRARA. Se avete un vicino molto rumoroso, che non controlla le proprie eruzioni gastriche, che si lascia andare a rumorosi rutti, lasciatelo stare e non ditegli nulla. Altrimenti rischiate una condanna per ingiuria, con tanto di multa. La Cassazione, infatti, ha confermato la colpevolezza di un contadino ferrarese, Francesco A., che stufo di sentire il vicino eruttante mentre zappava il terreno confinante al suo lo aveva apostrofato dicendogli «maiale» e minacciandolo di randellate se non l’avesse fatta finita.
Ma la vittima, Salvatore C., invece di finirla, lo aveva denunciato al giudice di pace di Ferrara. La condanna per ingiurie e minacce era stata confermata dal tribunale e nel novembre 2008, protestando contro il verdetto, Francesco A. si è rivolto in Cassazione. «La vicenda attiene all’epiteto ‘maiale’ – spiega la Cassazione nella sentenza 16262 – rivolto alla persona offesa che lavorava nel campo vicino a quello dell’imputato e aveva rumorosamente eruttato, nonchè a frasi di minaccia subite al primo episodio».
Senza successo Francesco A. si è visto ‘bocciare’ il suo ricorso dalla Cassazione che ha rilevato l’esistenza di un «attrito» tra i due contadini e non ha dato ascolto alle ragioni dell’imputato che sosteneva che era «ingiusto e provocatorio l’atto di eruttazione» e che lui aveva tutto il diritto di reagire dandogli del maiale.

Maial, che storia!…. 8-\

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