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GB: 17 anni per avere carta igienica

31 maggio 2010

L'articolo originale

Questa notizia mi ha affascinato alla prima lettura. La mia immaginazione è partita a ricreare la tensione, le difficoltà e le emozioni di questi 17 anni che alla fine hanno cambiato la storia e che hanno scardinato tutte le antiche convinzioni riguardanti la tecnologia della defecazione.
Mi immagino la silente sofferenza della classe operaia, spesso consumata e malata, e dei loro tentativi di rivolta, supportata dal partito laburista e da quello liberale.
Seguono epiche battaglie legali, un interminabile carteggio epistolare che contrapponeva tatticamente il nuovo che avanza alle certezze del partito conservatore, giustamente deciso ad una estrema resistenza per evitare che l’avvento della carta igienica facesse da trampolino di lancio ad una serie di nuove pratiche immorali e che potesse, di conseguenza, mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa del partito.
L’obbiettivo era semplice: “resistere” in tutti i modi. (probabilmente a costo di farsela addosso).
Si aggrapparono a motivazioni di bilancio e a cavilli burocratici, con l’Inghilterra tutta ignara di questa battaglia politica intestina (mai questo termine è stato usato in maniera più appropriata!).
Dopo 17 anni, una volta esaurito l’alone di innovazione rivoluzionaria che fino a quel momento aveva accompagnato l’ovatta di cellulosa, finalmente è arrivato il momento di cedere e di poter far finalmente godere ai dipendenti di ogni ceto, il piacere di un contatto intimo più discreto.
La politica inglese si che è affascinante, altrochè quella italiana…

Dal TGCom del 4 Gennaio 2005. Articolo raggiungibile qui.

Storica conquista di impiegati pubblici

LONDRA – Diciassette anni per un ottenere tanti rotoli di morbidezza. Grazie alla legge che in Inghilterra ha reso pubblici 50mila dossier dell’amministrazione, si è venuto a sapere che nei palazzi di potere britannici per più di un lustro si è combattuta una ruvida battaglia per la sostituzione degli spartani foglietti di carta velina con rotoli di carta igienica. Alla fine l’ha spuntata la rivoluzione “soft” invocata da funzionari e impiegati.

Un fitto carteggio documenta l’epico scontro fra impiegati e funzionari dello stato sofferenti e amministratori sordi alle loro invocazioni: il primo appello per una più confortevole carta igienica risale al 1964 ed è del medico curante di un impiegato afflitto da emorroidi. Fu respinto per ragioni economiche: anche un minimo miglioramento della qualità del prodotto sarebbe costato al Tesoro 130.000 sterline all’anno in più (al cambio attuale 200.000 euro).

Altre invocazioni, sostenute da dotte disquisizioni mediche sulla porosità e morbidezza delle varie marche di carta igienica disponibili sul mercato, seguirono nel 1967 e nel 1969. Anche quelle furono respinte per motivi economici. Soltanto nel 1981 il prezzo della carta igienica in rotoli divenne competitivo con quello dei foglietti di carta velina e soltanto allora finirono le sofferenze dei dipendenti pubblici britannici. D’altronde non poteva finire diversamente nel Paese che vide la nascita della prima Costituzione. Che guarda caso si chiamava magna charta libertatum…

E chi non la fa… l’aspetti!

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