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Rape aXe, il preservativo antistupro

29 giugno 2010

l'articolo originale

Non so perchè, ma questa “invenzione” mi fa venire un pò in mente la celebre trasmissione di tanti anni fa, il precursore di Zelig: “Drive in”. C’era un gruppo di comici demominati “i trettrè” che puntualmente ogni settimana proponevano uno sketch dove due di questi provavano a rifilare un prodotto assurdo al terzo sfigato in cambio delle classiche “centomilalì”. Un commento sul prodotto che veniva rigorosamente ripetuto era “A me, me pare nà strunzata…. complimenti!!”. Il commento, secondo me, si sposa perfettamente anche a questa genialata.

Di cosa si tratta? Una Signora sudafricana ha inventato un sistema per ostacolare gli stupratori che consiste in una specie di preservativo fornito al suo interno di una serie di “uncini” che, oltre a provocare terribili dolori al malintenzionato, risulterebbe impossibile da rimuovere senza l’ausilio di un chirurgo.

La signora "gioca" con la sua invenzione

E io mi sono inizialmente detto: ma a uno che ti stupra gli proponi di mettersi il preservativo? Sbagliavo. Sembra che le donne questo “aggeggio” se lo debbano tenere già dentro, sperando che l’uomo non se ne accorga prima di penetrare.

Io non sono donna e non posso giudicare, ma non mi sembra troppo “confortevole” andare in giro con quel coso proprio là, sperando che non si agganci al dito quando lo voglio rimuovere e, soprattutto, che non me lo scordi con mio marito!!

Inoltre forse, un malintenzionato che viene “agganciato” proprio lì non penso si dimostrerà tenero con la povera malcapitata… Ce dite voi? A me, me pare nà strunzata!…. Complimenti, però…

Dal TGCom del 18 Gennaio 2010. Articolo raggiungibile da qui.

Ci sono voluti quasi due anni di test e ora è realtà. Il preservativo antistupro è il frutto del lavoro di una donna da sempre in prima linea nel combattere le violenze. Sonnette Ehlers, sudafricana, per motivi professionali ha avuto a che fare con molte vittime di stupri e ha deciso di contribuire di persona al fine di debellare un crimine orrendo. Ma non mancano le polemiche. 

L’idea è tutto sommato semplice. Una membrana di plastica dura che, al suo interno, nasconde aculei e protuberanze. Questa sorta di preservativo va inserito nella vagina e si avvinghia letteralmente attorno al pene, una volta che questo vi entra in contatto. Al malcapitato non resta altro da fare che darsi alla fuga perché non c’è modo di staccare la guaina se non tramite un intervento chirurgico. L’inventrice auspica che ogni medico che si dovesse confrontare con la rimozione del rape axe avverta le autorità, per consegnare lo stupratore alla giustizia.

C’è un sito dedicato a questa invenzione (http://www.antirape.co.za) sul quale si possono leggere istruzioni all’uso e avvertenze, oltre alle impressioni e alle domande che vengono poste a Sonnette Ehlers tramite un forum apposito. Sono proprio i quesiti posti dai lettori che hanno sollevato qualche velo polemico, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza della donna che ne facesse uso e circa la garanzia che l’aggressore non abbia modo di vendicarsi prima di cercare un medico disposto a rimuovere la morsa di plastica. La democrazia della Rete si è attivata subito e sono molti i blog e i portali in cui ci si chiede se l’invenzione abbia una reale utilità pratica o meno.

La domanda più frequente riguarda la possibilità che qualcosa vada storto e lo stupratore possa continuare il suo crimine, provocando profonde ferite alla sua vittima. In uno di questi si legge l’impressione piuttosto diretta e cruda di una donna che definisce l’invenzione “frutto di una mente malata”. Approvato dalle autorità sanitarie, il rape axe verrà prodotto in Cina.

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