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Nasce donna, diventa uomo e alla fine si scopre gay: “Ora sono Felice”

1 ottobre 2010
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l’articolo originale

Ora io posso solo provare a capire il disagio di vivere chiuso in un corpo che non coincide con la mia sessualità psicologica: deve essere veramente una tortura.
Ora, per loro fortuna, la medicina ha trovato qualche sistema per “rimediare” a qualche caso e concedere quindi una vita più normale anche a queste persone.
Lasciamo perdere le critiche e le discriminazioni: è giusto così.
Magari possiamo discutere su chi ostenta la sua sessualità o il suo stato di “intermedio”.
Ad esempio sulla/lo ormai famosa/o Vladimir Luxuria avrei molto da ridire: Che fai? Diventi donna e ti fai chiamare “VLADIMIR”??? E poi “Luxuria” sa da donna quale vuole essere o sa di (scusate il termine) “battona”??
Ma a parte questi casi, come dicevo, se uno nasce in un corpo sbagliato non ha colpe, ed è nostro dovere accettarlo e aiutarlo per quanto possibile ad avere la sua vita.
Ho il sospetto, però, che esistano casi dove uno non sa neanche di che sesso è o vuole diventare.
Vedi questo caso.
Mah!

Nota del 27 Ottobre 2010: Ha commentato questo post Davide Tolu, il protagonista citato nell’articolo. A quanto pare la giornalista del Carlino ha riportato informazioni strettamente personali che non era autorizzata a scrivere e inoltre ha definito il libro come “autobiografico” quando di fatto non lo è.
Voglio pubblicamente esprimere la mia solidarietà al Sig. Davide che si è visto la vita sconvolta a causa di poche righe che sono servite solo a garantire un trafiletto d’effetto ad una giornalista troppo ambiziosa.
Leggete i commenti a seguito!

Da “il Resto del Carlino” del 12 Agosto 2010. Scansione dall’originale.

CAGLIARI – “Avevo 14 anni, un guardiano mi blocca e mi dice: fuori dal bagno delle donne!”. Per Davide Tolu (nella foto), quarantenne sardo, regista teatrale, quell’episodio segna la conquista della sua identità maschile, imprigionata in un corpo femminile. Allora si chiamava Roberta. Sono passati 26 anni e di passi importanti ne ha fatti: prima il passaggio da donna a uomo, poi da etero a omosessuale: oggi vive con il suo compagno ma dice di aver scoperto anche un’indole bisex. E’ un percorso singolare quello di Roberta-Davide che dal Villaggio Moratti di Sarroch dove viveva con la sua famiglia, padre operaio alla Saras, si è trasferito a Genova una decina di anni fa per fondare il primo coordinamento in Italia FtoM (Female to Male, ovvero da donna a uomo). Una odissea narrata nel suo romanzo autobiografico, il primo in Italia che racconta il passaggio da donna a uomo, “Il viaggio di Arnold”, [Eur]. “Oggi sono felice”, dice.

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4 commenti leave one →
  1. 26 ottobre 2010 18:55

    oppure esistono giornalisti che alimentano la brama di perversità delle masse ricamando in libertà su vite altrui per farle apparire più appetibili. questo è decisamente il caso e la giornalista è stata denunciata.
    ma a parte questo, la confusione è tutta qui: orientamento sessuale e identità di genere sono due cose diverse e separate. ad esempio, uno non è meno uomo perché gay

    cordialmente

    davide

    • il_vince permalink*
      26 ottobre 2010 19:21

      Egregio sig. Davide (come il protagonista dell’articolo) non so se è proprio lei il soggetto dell’articolo.
      Se così fosse non riesco a capire il motivo per cui la giornalista è stata denunciata: ha elencato una serie di eventi nella sua vita peraltro citati in un suo libro di cui indubbiamente ha fatto con questo articolo un ottimo spot pubblicitario!
      Oppure la giornalista non ha capito niente di quello che voleva dire il libro e ha scritto una serie di stupidaggini?
      Insomma: magari non è stata chiara nel descrivere il PERCHE’ di questo cambio di sesso e tutto il resto, ma per questo ha giustamente richiamato il libro.
      Tutta questa “brama di perversità” personalmente non l’ho vista.
      Io, da parte mia, mi sono limitato a riportare l’articolo perchè (come molti altri qui) questo titolo così sintetico si presta a spiccare sugli altri grazie ad una situazione decisamente inconsueta e a prima vista paradossale.
      Ma chiunque legga sa che OLTRE il titolo le cose sono sempre più complesse…

      • davide tolu permalink
        26 ottobre 2010 19:53

        “tutta questa brama di perversità personalmente non l’ho vista”
        e allora perché lei, come molti altri, ha riportato l’articolo criticando il suo protagonista? nasce donna diventa uomo e alla fine si scopre gay… se non è questo un modo per fare puro sensazionalismo! certo che le cose sono molto più complesse di tante stupidaggini oltretutto inesatte, ma questo lei non lo può sapere, lei può solo sorriderne o indignarsi come hanno fatto tanti altri lettori, direi quasi con diritto.
        “oppure la giornalista non ha capito niente” ecc ecc? naturalmente c’è anche questo. oltrettutto le era stato espressamente richiesto di non parlare della mia vita privata (sì, sono io, credevo che la mia mail fosse visibile): ero stato contattato solamente per un’intervista sulla mia attività teatrale. quando e dove e con chi ho voluto ho parlato pubblicamente di sessualità e identità, ma preferibilmente in termini generali e non personali e in modalità che mi sembravano più appropriate a una migliore comprensione e a un’accoglienza più civile, anche se, come lei ben dice, è molto difficile mettersi nei panni altrui in casi come questi. che chiunque legga sa che oltre il titolo le cose sono più complesse… purtroppo ho sperimentato sulla mia pelle che non è affatto così, lo confermano i molti commenti offensivi che si trovano su altri siti che riportano lo stesso articolo; e se mi permette, anche il suo commento sulla presunta confusione di alcuni lo conferma. però le devo dare atto che si è “schierato” dalla parte di chi vive la disforia di genere come problema.

        ps: il libro citato non è autobiografico. essendo io trans come il protagonista, si tende a fare due più due, ma la mia storia personale veramente è un’altra

      • il_vince permalink*
        27 ottobre 2010 08:40

        Beh! Tutto questo che mi scrive in parte si può intuire in quanto parte della consuetudine (la ricerca del titolo sensazionale) mentre il fatto che il libro non fosse autobiografico come chiaramente indicato dall’articolo e che molte di queste informazioni fosse esclusivamente di carattere personale purtroppo no.
        In questo caso mi sento completamente solidale alla sua replica.
        Il mio bloggettino si occupa appunto di “titoli sensazionali” anche se alcune notizie dietro celano risvolti tutt’altro che divertenti (tipo un coccodrillo che fa cadere un aereo: un titolo interessante, divertente… ma ci sono state delle vittime…).
        Un po a modo suo forse rappresenta anche una critica a questi titoli ad effetto.
        Il cercare un lettore in più a scapito della notizia vera è un comportamento che, pur rappresentando fonte inesauribile per il mio piccolo sito, non mi sento minimamente condividere.
        Grazie per il suo intervento e auguri per la sua carriera teatrale.

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