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Mai ammalato: ora va in pensione.

22 dicembre 2010

l'articolo originale

Nel mondo diventano immeritatamente famose molte persone in realtà mediocri: attraverso un colpo di fortuna, con i giusti aiuti oppure con la prepotenza e prevaricando sugli altri.
Ci sono tanti modi per emergere dalla massa, ma alla fine conta solo il risultato e questi individui lo centrano riuscendo a “spiccare” su tutti, a diventare un esempio o ad arricchirsi a dismisura.
Onore ai famosi che se lo meritano.
Ma ci tengo ancor di più a rendere onore ai nostri veri eroi: alle persone che avrebbero avuto il merito ma non hanno avuto il colpo di fortuna, ai virtuosi che preferiscono rimanere nell’ombra e a chi, più semplicemente, preferisce fare le cose “come si deve” rispettando il prossimo e senza scavalcarlo.
Oggi un articolo su un piccolo grande uomo che forse deve essere rispettato e ricordato più di altri.
Non fatevi ingannare dal titolo: non è una persona che ha avuto l’incredibile fortuna di non ammalarsi mai (e comunque pieno appoggio a chi, sfortunatamente, non può fare a meno di prendersi dei giorni di malattia).
E’ un semplice uomo che si è preso l’impegno di dare il meglio di se con il suo datore di lavoro e che ha rispettato l’accordo così come lo ha rispettato il suo capo, che con puntualità non ha mai mancato di compensarlo come stabilito.
E’ così che il mondo deve andare avanti: con serietà e dedizione. Da parte di tutti.

Dal TGCom del 21 Dicembre 2010. A questo link.

E’ arrivato anche il suo momento. Non quello fatale, attenzione, ma quello tanto atteso della pensione. Albano Ghetti, 57 anni di Forlì, il 31 dicembre prossimo timbrerà per l’ultima volta il cartellino nell’azienda in cui ha lavorato per 35 anni. E di timbri, quel cartellino, ne ha visti tanti. Un record se si pensa che il signor Ghetti in tutti gli anni di professione non ha mai preso un giorni di malattia. Un superuomo, inattaccabile. Eppure lui giura che è solo frutto di buona volontà e dedizione.

Alla fine di quest’anno Albano andrà in pensione ma, come racconta a TgCom, il suo è solo un saluto formale. In realtà continuerà a frequentare la sua azienda. E non perde l’occasione per ricordare che in famiglia ha passato il testimone dell’eccellenza a sua figlia, Ilenia 33 anni, “Molto brava anche lei”, dice orgoglioso.

Intanto complimenti. Il suo è un record, l’avranno già chiamata per il Guinnes dei primati. Lei è l’unico in azienda che vanta questo risultato?
In effetti sì. Ma per me è una cosa normale. Secondo me ho fatto solo la cosa giusta.

Ma come ha fatto a non ammalarsi mai?
Prima di tutto ho avuto la fortuna di stare sempre bene, però qualche cosa ho avuto anch’io..insomma i malanni di stagione hanno toccato anche me. In quei casi sono stato a casa un paio di giorni ma ho preso solo due giorni di ferie e un permesso. Non ci sono voluto andare sotto mutua e ne sono orgoglioso.

Questa estrema volontà e questa dedizione al lavoro da dove nasce?
E’ una questione di carattere, ma comunque io sono una persona che ricambia in base a come viene trattata. Ambrogetti (il suo datore di lavoro, ndr) è una persona squisita, mi ha sempre trattato bene e stipendiato bene. I suoi soldi erano sicuri, una certezza per la mia famiglia. Tutte queste cose mi hanno sempre lasciato un segno positivo. E poi i miei genitori mi hanno insegnato che le mani si usano tutte e due, una per prendere e una per dare. Per questo io mi sono sempre comportato bene.

Lei è il dipendente che tutti vorrebbero avere. Col suo datore di lavoro che rapporto ha?

In 35 anni c’è stato qualcosa da discutere, ma anche in quel caso io sapevo che avevo discusso con una brava persona. Mai uno screzio o un insulto tra noi.

Dica la verità: le dispiace andare in pensione il 31 dicembre?

Da un lato sì. Così il proprietario dell’azienda mi ha offerto un part time e io probabilmente accetterò.

I suoi colleghi cosa le dicono?

Qualcuno si complimenta e a qualcuno rode un po’ il fegato, ma è normale. Comunque non faccio pesare le cose e nemmeno l’ho fatto pensando che un giorno sarei potuto andare sul giornale. Però mi fa piacere visto che sul giornale o in televisione si va ormai solo per furti e omicidi, invece io ci vado per qualcosa di buono.

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