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In Colombia un piccione-spacciatore

24 gennaio 2011

l'articolo originaleVi ricordate il mitico (e ultimo) spettacolo di Beppe Grillo sulla RAI nel 1993?? Oltre ad aver scatenato il disastro con la storia dell’144 e dell’allora presidente RAI Biagio Agnes parlò di pubblicità e di prodotti.
Ricordo che disse che ormai le parole vengono cambiate di senso e che non bisogna più credere a nulla.
In particolare fece notare come ad esempio i giornalisti titolino cose del tipo “Montagna assassina” quando la montagna di colpe non ne ha proprio. Molto meglio “Alpinista pirla”!!!
Sono passati quasi vent’anni ma i giornalisti invece non sono cambiati per niente: anche in questo caso il piccione ovviamente non ha colpe. L’uomo, tanto per cambiare, invece si.

Dal TGCom del 20 Gennaio 2011, come potete verificare a questo indirizzo.

Potremmo definirlo un piccione viaggiatore di “nuova generazione”. Dimenticate infatti i volatili utilizzati per scambiarsi lettere e portare messaggi nei secoli scorsi. C’è chi ha pensato di utilizzare un piccone per un impiego molto meno nobile e romantico: trasportare droga all’interno di un carcere.
E’ stata la polizia penitenziaria di Bucaramanga, cittadina nel Nord Est della Colombia, a scoprire lo smercio. Il narco-piccione volava intorno al carcere “Carcel Modelo”, quando improvvisamente ha sbattuto contro il muro perimetrale. Un particolare non da poco, che ha destato sospetti. Sulle ali dell’uccello gli agenti hanno trovato sostanze stupefacenti: 40 grammi di marijuana e 5 di cocaina non raffinata. Un carico troppo pesante per il volatile, che infatti non è riuscito a portare a termine la “missione”. Dopo qualche battito di ali non ce l’ha fatta. Ora è stato affidato a un reparto della polizia che si prende cura di lui.
I giornali locali parlano di addestramenti a cui i detenuti del carcere sottoporrebbero i piccioni per i propri scopi. Veri e regolari allenamenti, che renderebbero capace un uccello di compiere fino a venti voli al giorno. Sempre in Colombia, lo scorso anno, la polizia aveva scoperto che dei piccioni viaggiatori venivano utilizzati per far entrare in carcere delle sim card per telefoni cellulari.
Il piccione non è l’unico pennuto sfruttato dai malviventi. Lo scorso settembre, infatti, nella città di Barranquila, è stato catturato un pappagallo addestrato da spacciatori. Faceva il palo e gridava “scappa” quando avvistava dei poliziotti.

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