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Marito denuncia il gatto “guardone”

10 febbraio 2011

l'articolo originale

Sono sempre più convinto che se la giustizia ha dei problemi in parte è colpa nostra.
Ormai si va davanti ad un giudice per ogni caxxata: i vicini rumorosi, coniugi con abitudini strane, cani molesti… ma come facevano una volta??
Se fossi un giudice incaricato a valutare questi casi mi piacerebbe condannare tutti per aver scomodato lo stato con queste vaccate.
E la cosa che fa arrabbiare e che questi casi hanno tempi relativamente brevi mentre i “grossi” casi si dilungano fino alla prescrizione.
Precedenza ai casi importanti e stroncare le cavolate.
Questa secondo me è la soluzione al problema giustizia, altrochè processo breve “ricetta Berlusconi”!…

Dal TGCom del 7 Febbraio 2011 come potete verificare a questo link.

Un gatto mette in crisi il matrimonio di una coppia di Milano: il marito da oltre quattro mesi non riuscirebbe più ad avere rapporti completi con la moglie a causa della presenza costante del felino in camera da letto. Lo sguardo dell’animale lo inibirebbe. Di fronte alla richiesta dell’uomo di allontantare il gatto dalla stanza, la moglie si mostra irremovibile. E lui porta tutti e due in tribunale.
L’uomo, un sessantenne, esasperato dalla situazione, si è rivolto al tribunale degli animali: la presenza del gatto in camera da letto lo inibirebbe a tal punto che, negli ultimi quattro mesi, non sarebbe riuscito ad avere rapporti sessuali completi con la moglie. “O me o lui” sarebbe stato l’ultimatum dell’uomo, che ha chiesto al giudice di costringere la moglie a lasciare il gatto fuori dalla stanza da letto.
E quando di triangolo si parla è facile che volino parole grosse: “Inquietante guardone” ha detto l’uomo per descrivere il rivale a quattro zampe. Agguerrita la signora che, pur di proteggere il gatto, non si è fatta problemi ad accusare il marito di aver perso la passione, avendo “semplicemente raggiunto la pace dei sensi”.
Di fronte alla donna, irremovibile di fronte all’ipotesi di allontanare il gatto dal talamo nuziale, dopo cinque anni di pacifica convivenza a tre, e di fronte alla richiesta esattamente opposta del marito, il giudice ha tentato di mediare: nel dispositivo di conciliazione è stato stabilito infatti che il felino dovrà restare fuori dalla camera da letto per tre mesi, per permettere di valutare se è davvero la causa della improvvisa impotenza dell’uomo o se questa sia dovuta ad altri fattori. Se, in questi tre mesi, non sarà provato oltre ogni dubbio, che il motivo del blocco sessuale dell’uomo è dovuto allo sguardo del gatto, allora il felino sarà riammesso nella stanza da letto e, accogliendo le richieste della moglie, l’uomo dovrà sottoporsi alle visite mediche del caso.

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