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Mia figlia si chiama Facebook

22 febbraio 2011

l'articolo originale

Niente di più nobile di questa motivazione per celebrare l’importanza che la rete ha avuto nel coordinare “dal basso” i cittadini ed aiutarli a “liberarsi” da Mubarak.
E’ d’obbligo sottolineare quanto determinante è stato l’utilizzo di una rete in grado di mettere in collegamento, permettere lo scambio di idee e di valori e infine di coordinare il popolo egiziano in questa rivoluzione.
Nobilissimo e d’obbligo.
Parole come libertà, cultura, apertura, sociale sono adesso consentite e soprattutto sono prospettive.
Ok.
Ma nel voler festeggiare e sottolineare questa pagina storica, che motivo avete di “castigare” la vostra innocente figlia chiamandola “Facebook”?!?!?!
E come se dopo la guerra i genitori avessero chiamato la figlia “Resistenza”: nobile, certo, ma sarebbero stati dei bastardi!!!

Dal TGCom del 21 Febbraio 2011. A questo indirizzo.

Il web libera tutti. Lo sanno bene gli egiziani che, grazie al passaparola tra blog e social network, hanno creato la più grande mobilitazione popolare nella storia del loro paese che ha portato alla fuga di Mubarak. Per omaggiare il contributo che internet e soprattutto i social network hanno dato alla causa egiziana e al popolo di piazza Tahrir, una coppia ha voluto omaggiare il web chiamando la propria neonata in modo più che bizzarro. La piccola si chiama Facebook Jamal Ibrahim.
La notizia è stata pubblicata sul quotidiano egiziano Al Ahram. In Egitto Ci sono cinque milioni di utenti Facebook , più di qualsiasi altro paese del Medio Oriente e Magreb, e solamente nelle ultime settimane, dopo 25 gennaio, sono nate circa 14 mila nuove pagine. Segno che l’Egitto è pronto per aprirsi al mondo. L’uomo che ha guidato la rivoluzione culturale egiziana sfruttando la forza democratica e libertaria del web, Wahel Gonim, aveva personalmente ringraziato Facebook per l’apporto che il social network aveva dato alla causa. Questa coppia di genitori non si è limitata ha tessere un elogio per Mark Zuckerberg, ma con la loro scelta sono schizzati in vetta alla classifica del nome più assurdo mai dato un bambino a pari merito con la coppia che aveva chiamato il proprio bambino Google. D’ora in avanti non sconvolgeranno più i vari Oceano, Apple o Megatron che sia.

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2 commenti leave one →
  1. 15 marzo 2011 21:36

    è interessante osservare come un social network possa essere tanto un’occasione per fare successo, per trovarsi, quanto per perdersi.

    Alienante non è dunque l’oggetto in sè, ma la funzione che affidiamo a quell’oggetto.

    Interessamte post il tuo 🙂 Spero avrai tempo di ricambiare la visita su Vongole & Merluzzi dove parliamo dei social network raccontando una storia di fuga ^^

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/15/facetrix-revolution/

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  1. Facebook Login » Mia figlia si chiama Facebook « Fuori di Stampa

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